Deduzioni fiscali del lavoratore frontaliere tra Italia e Svizzera
🏛️ Fiscalità transfrontaliera

Le altre possibilità di deduzione del frontaliere: asilo nido, lavoro domestico, donazioni, straordinari, assegni al coniuge, spese scolastiche Guida 2026

Clock icon 15 min di lettura | Aggiornato il 3 agosto 2026

Autore: Brice DELHOME

📌 In sintesi: le deduzioni che i frontalieri dimenticano
  • Due regimi, due liste di agevolazioni: i vecchi frontalieri restano tassati solo in Svizzera, i nuovi frontalieri assunti dopo il 17 luglio 2023 dichiarano il reddito anche in Italia con una franchigia di 10 000 euro e un credito per le imposte pagate all'estero. Solo nel secondo caso le detrazioni italiane producono un effetto pieno sullo stipendio.
  • La trappola da evitare: confondere oneri deducibili e oneri detraibili, e soprattutto ignorare il nuovo tetto dell'articolo 16-ter del TUIR, che dal 2025 limita le detrazioni per chi supera 75 000 euro di reddito. Molti frontalieri con salari svizzeri elevati ci rientrano senza saperlo.
  • La soluzione ibani: quasi tutte queste spese si pagano in una valuta e si deducono nell'altra. Con un conto ibani e un margine di cambio trasparente dallo 0,40 per cento, un assegno mensile di 1 200 euro costa circa 58 euro di cambio all'anno invece di quasi 216 euro con un margine bancario tradizionale dell'1,5 per cento.

Ogni primavera i frontalieri si concentrano sulle voci principali della dichiarazione: il salario convertito in euro, i contributi AVS e LPP, il credito per le imposte pagate in Svizzera. Poi firmano. E lasciano sul tavolo, senza saperlo, diverse centinaia di euro.

Perché il vero vantaggio fiscale non si gioca sullo stipendio, ma su tutto ciò che gli ruota attorno: l'asilo nido, la colf, le donazioni, gli straordinari, l'assegno versato all'ex coniuge, le spese scolastiche. Voci che esistono su entrambi i lati del confine, con regole, limiti e insidie diverse — e un ordine di priorità che cambia radicalmente a seconda che tu sia un vecchio o un nuovo frontaliere.

Questa guida passa in rassegna, voce per voce, ciò che un frontaliere può realmente dedurre o detrarre nel 2026, in quale Paese, con quali giustificativi, e cosa perde se sbaglia colonna. Completa la nostra guida generale sulle tasse dei frontalieri.

In quale Paese valgono davvero le tue deduzioni?

La risposta dipende da una sola data: quando hai iniziato a lavorare in Svizzera. L'accordo del 23 dicembre 2020, entrato in vigore il 1 gennaio 2024, ha creato due categorie di frontalieri con regimi fiscali completamente diversi — e quindi due liste di agevolazioni utili.

CategoriaChi rientraDove producono effetto le tue agevolazioni
Vecchi frontalieri
(regime transitorio)
Chi ha lavorato nei cantoni Ticino, Grigioni o Vallese tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023Tassazione esclusiva in Svizzera. Il salario non entra nel reddito complessivo IRPEF: le detrazioni italiane servono solo se hai altri redditi imponibili in Italia.
Nuovi frontalieri
(regime ordinario)
Chi ha iniziato dopo il 17 luglio 2023Tassazione concorrente. Il reddito concorre all'IRPEF al netto della franchigia di 10 000 euro, con credito per le imposte pagate in Svizzera: tutte le agevolazioni italiane tornano pienamente utili.

Per i nuovi frontalieri la meccanica è la seguente: la Svizzera preleva alla fonte l'80 per cento dell'imposta ordinaria, l'Italia tassa lo stesso reddito e riconosce un credito per l'imposta estera. La franchigia di 10 000 euro spetta però soltanto a chi rientra quotidianamente al proprio domicilio: chi rientra solo settimanalmente ne resta escluso.

Dal 2026 c'è una novità operativa importante: i redditi dei nuovi frontalieri trasmessi dall'autorità fiscale svizzera entro il 21 marzo confluiscono direttamente nella dichiarazione precompilata predisposta dall'Agenzia delle Entrate. Il dato di partenza arriva quindi già caricato, ma le deduzioni e le detrazioni restano interamente a carico del contribuente.

Da sapere — il telelavoro fino al 25 per cento. I frontalieri possono svolgere fino al 25 per cento del tempo di lavoro in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio senza che cambi lo Stato legittimato a tassare il reddito. È una tolleranza preziosa, ma va monitorata: superare la soglia significa spostare una quota di imposizione e rimettere in discussione l'intero impianto della dichiarazione.

Qual è la differenza tra oneri deducibili e oneri detraibili?

La distinzione decide quanto vale davvero una spesa. Un onere deducibile riduce il reddito imponibile: il risparmio corrisponde alla tua aliquota marginale IRPEF. Un onere detraibile riduce direttamente l'imposta lorda, tipicamente nella misura del 19 o del 30 per cento della spesa.

TipoEffettoVoci tipiche per un frontaliere
Oneri deducibiliAbbattono il reddito imponibile. Il vantaggio cresce con l'aliquota marginale.Contributi obbligatori AVS e LPP, franchigia di 10 000 euro, assegno periodico al coniuge, contributi per colf e badanti
Oneri detraibiliAbbattono l'imposta lorda in misura fissa, di norma il 19 per cento.Asilo nido, spese scolastiche e universitarie, spese sanitarie, interessi sul mutuo, addetti all'assistenza personale
Detrazione al 30 per centoRegime rafforzato riservato alle liberalità verso enti del Terzo settore.Erogazioni liberali a ONLUS e a enti iscritti al RUNTS

Un esempio numerico. Con un'aliquota marginale del 35 per cento, 3 000 euro di oneri deducibili valgono circa 1 050 euro. Gli stessi 3 000 euro di spesa detraibile al 19 per cento valgono 570 euro. Quando la normativa lascia la scelta — come per le erogazioni liberali — la convenienza va calcolata, non intuita.

Le spese di asilo nido sono detraibili?

Sì, ma con un limite molto più contenuto di quanto la maggior parte dei genitori immagina. La spesa per la frequenza di asili nido è detraibile al 19 per cento su un massimo di 632 euro per ciascun figlio, con un beneficio fiscale massimo di circa 120 euro all'anno.

ParametroValore 2026
Aliquota di detrazione19 per cento
Limite di spesa632 euro per figlio, pari a circa 120 euro di beneficio
CumulabilitàNon cumulabile con il Bonus Asilo Nido erogato dall'INPS sulle stesse mensilità
Codice in dichiarazioneCodice 33 nel quadro E del modello 730
PagamentoTracciabile, con fattura o ricevuta intestata al genitore che sostiene la spesa
🚨 Attenzione al confronto con il Bonus Asilo Nido. Il bonus INPS arriva fino a 3 600 euro annui per i nuclei con ISEE più basso, contro i circa 120 euro della detrazione fiscale. I due strumenti non sono cumulabili sulle stesse mensilità, quindi la scelta va fatta a monte. Per un frontaliere il calcolo dell'ISEE è tutt'altro che banale, perché il reddito svizzero vi confluisce integralmente: fai verificare la simulazione a un CAF prima di rinunciare a uno dei due.

Se il nido si trova in Ticino, la spesa può essere considerata solo se documentata con fattura intestata e pagamento tracciabile, e la sua ammissibilità va verificata con il proprio intermediario fiscale: la disciplina italiana è costruita attorno a strutture nazionali. Sul versante svizzero, invece, la deduzione per la custodia da parte di terzi è molto più generosa e arriva fino a 25 500 franchi per figlio per l'imposta federale diretta, per i minori di 14 anni — a condizione di accedere alla tassazione ordinaria ulteriore descritta nella nostra guida allo status di quasi residente.

Come funzionano le agevolazioni per colf e badanti?

Il lavoro domestico dà diritto a due agevolazioni distinte, che vanno usate insieme e che quasi nessuno sfrutta per intero.

AgevolazioneMisuraCondizioni
Contributi previdenziali per addetti ai servizi domesticiDeducibili fino a 1 549,37 euro all'annoContributi effettivamente versati all'INPS per colf, baby-sitter e badanti, per la parte a carico del datore di lavoro domestico
Spese per addetti all'assistenza personaleDetraibili al 19 per cento su un massimo di 2 100 euroSolo in caso di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana e solo se il reddito complessivo non supera 40 000 euro

La soglia di reddito complessivo di 40 000 euro è il punto critico per i frontalieri. Un nuovo frontaliere con un salario ticinese di 80 000 franchi la supera ampiamente e perde quindi la seconda agevolazione, pur mantenendo la prima. Un vecchio frontaliere, il cui salario non concorre al reddito complessivo, può invece rientrarvi: è uno dei rari casi in cui il regime transitorio si rivela vantaggioso su una voce specifica.

Da sapere. La deduzione dei contributi domestici richiede il versamento tramite i canali INPS e la corretta comunicazione del rapporto di lavoro. Il pagamento in nero non produce alcun effetto fiscale e, in caso di infortunio del lavoratore, espone il datore di lavoro domestico a responsabilità dirette. Vale la pena regolarizzare anche per poche ore settimanali.

Le erogazioni liberali danno diritto a un beneficio fiscale?

Sì, ma solo verso enti italiani o europei riconosciuti. È la regola più simmetrica dell'intera fiscalità transfrontaliera: ciascun Paese riconosce soltanto i propri organismi.

Per le erogazioni a favore di ONLUS e degli altri enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore la normativa prevede una detrazione del 30 per cento su un importo complessivo non superiore a 30 000 euro. In alternativa è possibile optare per una deduzione nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato.

BeneficiarioAgevolazioneLimite
ONLUS ed enti iscritti al RUNTSDetrazione del 30 per centoFino a 30 000 euro di erogazioni, pari a 9 000 euro di beneficio
Stessi enti, opzione alternativaDeduzione dal redditoFino al 10 per cento del reddito complessivo dichiarato
Ente di beneficenza con sede in SvizzeraNessuna agevolazione in ItaliaDeducibile invece in Svizzera, fino al 20 per cento del reddito netto imponibile, se l'ente è esente da imposta

La scelta tra detrazione e deduzione dipende dall'aliquota marginale. Con un'aliquota del 43 per cento la deduzione batte la detrazione al 30 per cento; sotto il 30 per cento conviene la detrazione. Per un frontaliere con reddito elevato la deduzione è quindi spesso preferibile — ma va confrontata con il tetto complessivo descritto più avanti.

Gli straordinari svolti in Svizzera sono esenti?

No. Per i nuovi frontalieri il compenso per lavoro straordinario è parte integrante del reddito di lavoro dipendente e concorre all'IRPEF esattamente come lo stipendio base. La franchigia di 10 000 euro si applica al reddito complessivamente considerato, non alle singole voci: non esiste una franchigia specifica per gli straordinari.

La detassazione italiana dei premi di risultato con imposta sostitutiva agevolata non offre una via d'uscita, perché presuppone contratti collettivi aziendali o territoriali di diritto italiano e non si applica a un datore di lavoro svizzero.

🚨 Il confronto con la Francia. La Francia è l'unico dei tre Paesi confinanti a esentare gli straordinari dei propri frontalieri, entro un limite di 7 500 euro netti annui e previa attestazione del datore di lavoro svizzero. Italia e Germania li tassano integralmente. Se leggi in un forum che gli straordinari dei frontalieri sono esenti, quasi certamente la fonte riguarda la Francia: non applicarla alla tua dichiarazione italiana.

Resta invece pienamente rilevante il profilo giuslavoristico: quante ore un datore di lavoro svizzero possa effettivamente richiedere, come vadano compensate e quali maggiorazioni spettino sono questioni disciplinate dalla legge svizzera sul lavoro, trattate nella nostra guida agli straordinari dei frontalieri. Per i vecchi frontalieri, infine, la questione fiscale non si pone: l'intero salario resta tassato solo in Svizzera.

Quale assegno al coniuge puoi dedurre?

La risposta è netta e spesso fraintesa: è deducibile solo l'assegno periodico destinato al coniuge separato o divorziato, esclusa la quota destinata al mantenimento dei figli.

La deduzione opera dal reddito complessivo, senza limite di importo, purché l'assegno risulti da un provvedimento dell'autorità giudiziaria e sia corrisposto periodicamente. L'assegno una tantum, versato in un'unica soluzione a chiusura dei rapporti patrimoniali, non è deducibile.

Tipo di versamentoDeducibile?Nota
Assegno periodico al coniugeSì, senza limiteDeve risultare da provvedimento giudiziario. Costituisce reddito imponibile per chi lo riceve.
Quota destinata ai figliNoSe il provvedimento non distingue le due quote, si considera destinata ai figli la metà dell'importo.
Assegno una tantumNoIl versamento in unica soluzione resta fiscalmente irrilevante per entrambe le parti.
Contributo per l'abitazioneIn parteIl canone di locazione corrisposto per il coniuge segue la stessa disciplina dell'assegno, se documentato.

La regola sulla ripartizione automatica al 50 per cento è quella che costa di più. Se il provvedimento del giudice indica un importo unico di 1 400 euro mensili senza distinguere le quote, solo 700 euro risultano deducibili, cioè 8 400 euro l'anno invece di 16 800. Vale la pena chiedere al proprio legale che le due componenti siano indicate separatamente.

Le spese scolastiche e universitarie sono detraibili?

Sì, con due regimi distinti. Per le spese scolastiche dalla scuola dell'infanzia alle superiori, il limite su cui calcolare la detrazione del 19 per cento è di 1 000 euro all'anno per ciascun alunno, con un beneficio massimo di 190 euro per figlio.

Per le spese universitarie il meccanismo cambia: per gli atenei statali la detrazione del 19 per cento si applica all'intero importo dovuto, mentre per gli atenei non statali si applicano importi massimi differenziati per area disciplinare e per zona geografica, aggiornati annualmente con decreto ministeriale.

Tipo di spesaDetrazioneCodice quadro E
Scuola dell'infanzia, primaria e secondaria19 per cento su massimo 1 000 euro per alunnoCodice 12
Università statali19 per cento sull'importo effettivamente versatoCodice 13
Università non statali19 per cento entro i limiti fissati annualmente per area e zonaCodice 13
Asilo nido19 per cento su massimo 632 euro per figlioCodice 33

Rientrano nella detrazione scolastica anche la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite di istruzione e i contributi volontari deliberati dagli organi scolastici — voci che molte famiglie tralasciano e che da sole riempiono il plafond di 1 000 euro. Sulle modalità di pagamento delle rette in franchi, spesso richieste con bonifico internazionale, trovi i dettagli nella nostra guida su come pagare le tasse universitarie in Svizzera.

Cosa possono dedurre in più i frontalieri?

La voce più importante non compare in nessuna lista di agevolazioni familiari: sono i contributi previdenziali obbligatori versati in Svizzera, che si sottraggono dal salario lordo per determinare l'imponibile italiano.

VoceTrattamentoNota
AVS, AI, IPGDeducibiliContributi obbligatori del primo pilastro, trattenuti in busta paga.
Assicurazione contro la disoccupazioneDeducibileTrattenuta obbligatoria a carico del lavoratore.
LPP, secondo pilastroDeducibileParte obbligatoria a carico del dipendente. Vedi la guida alla LPP.
LAINF, infortuniDeducibileQuota a carico del lavoratore.
Fondi di prepensionamentoDeducibiliPer esempio il FAR nel settore edile e schemi analoghi.
Franchigia frontalieri10 000 euroSolo per chi rientra quotidianamente al proprio domicilio.
Spese sanitarieDetraibili al 19 per centoSulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Vedi la guida all'assicurazione malattia.

La sequenza corretta di calcolo per un nuovo frontaliere è dunque: salario lordo svizzero, meno i contributi obbligatori, meno la franchigia di 10 000 euro. Sull'imponibile così ottenuto si applica l'IRPEF, dalla quale si scomputa il credito per l'imposta pagata alla fonte in Svizzera. Su un salario lordo di 90 000 franchi, i soli contributi obbligatori valgono in genere tra il 12 e il 15 per cento — molto più di tutte le detrazioni familiari messe insieme. Le prestazioni per i figli seguono regole proprie, illustrate nella guida agli assegni familiari dei frontalieri.

Perché oltre 75 000 euro le detrazioni si riducono?

Perché la legge di bilancio 2025 ha introdotto nel TUIR l'articolo 16-ter, un tetto complessivo agli oneri detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75 000 euro. La misura riguarda le spese sostenute dal 1 gennaio 2025 e si vede quindi per la prima volta nelle dichiarazioni presentate nel 2026.

Reddito complessivoImporto baseCoefficiente familiare
Da 75 000 a 100 000 euro14 000 euro0,50 senza figli a carico, 0,70 con un figlio, 0,85 con due figli, 1 con tre o più figli oppure con un figlio con disabilità
Oltre 100 000 euro8 000 euro

Un esempio concreto. Un frontaliere ticinese con reddito complessivo di 95 000 euro e un figlio a carico dispone di un plafond di 14 000 × 0,70, cioè 9 800 euro di spese detraibili all'anno. Superata questa soglia, ogni euro ulteriore di spesa scolastica, sanitaria o di ristrutturazione non produce più alcun beneficio.

Alcune voci restano fuori dal tetto, tra cui le spese sanitarie e gli interessi sui mutui contratti fino al 31 dicembre 2024. Per le detrazioni ripartite su più anni, come molti bonus edilizi, entra nel calcolo solo la rata annuale e non l'intera spesa.

🚨 Chi è colpito per primo. I nuovi frontalieri con salari ticinesi o zurighesi elevati raggiungono facilmente i 75 000 euro di reddito complessivo dopo la deduzione dei contributi e della franchigia. Se stai pianificando spese detraibili importanti, verifica prima il plafond disponibile: distribuire una spesa su due anni può valere più di qualsiasi altra ottimizzazione.

Quanto ti costa il cambio sulle spese deducibili?

La risposta viene raramente calcolata: quasi tutte queste spese si pagano in una valuta e si deducono nell'altra. L'asilo nido in Ticino fattura in franchi, la dichiarazione si compila in euro. L'assegno al coniuge si versa in euro, ma si finanzia con uno stipendio in franchi. A ogni passaggio si applica un margine di cambio, invisibile perché incorporato nel tasso.

Primo riflesso, puramente dichiarativo: per la conversione dei redditi e delle spese in valuta estera occorre usare un criterio coerente e documentabile per l'intero anno. Il passaggio opportunistico dal cambio del giorno al cambio medio a seconda della convenienza è la causa classica delle richieste di chiarimento in sede di controllo.

Il costo reale dei flussi ricorrenti

Flusso annuo convertitoMargine bancario tipico (1,5 per cento)Margine ibaniDifferenza annua
Assegno al coniuge: 1 200 euro al mese, 14 400 euro l'annocirca 216 eurocirca 58 euro (0,40 per cento)circa 158 euro
Lavoro domestico: 3 000 euro l'annocirca 45 eurocirca 12 eurocirca 33 euro
Stipendio trasferito: 90 000 franchi l'annocirca 1 445 eurocirca 289 euro (0,30 per cento)circa 1 156 euro

Su questi tre flussi la differenza annua supera 1 340 euro — molto più del beneficio massimo della detrazione per asilo nido e spese scolastiche di tre figli messe insieme. Ottimizzare la dichiarazione senza guardare il tasso di cambio significa guadagnare da una parte ciò che si perde dall'altra.

Il margine ibani è decrescente: 0,40 per cento fino a 10 000 franchi, 0,35 per cento da 10 000 a 50 000 franchi, 0,30 per cento da 50 000 a 100 000 franchi, 0,20 per cento da 100 000 a 250 000 franchi e 0,15 per cento oltre. Non si aggiungono spese di apertura, di tenuta del conto o di bonifico.

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💡 Tre domande prima di firmare la dichiarazione: il mio reddito è tassato in Italia o solo in Svizzera? Si tratta di un onere deducibile o detraibile? E il mio plafond dell'articolo 16-ter è già esaurito? Tre riflessi che, sull'arco di una carriera da frontaliere, valgono diverse migliaia di euro. Apri un conto ibani

Domande frequenti

I vecchi frontalieri possono usare le detrazioni italiane?

In linea generale no, almeno non sul reddito da lavoro svizzero. I cosiddetti vecchi frontalieri, cioè coloro che lavoravano nei cantoni Ticino, Grigioni o Vallese tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, restano soggetti a tassazione esclusiva in Svizzera in base al regime transitorio dell'accordo del 23 dicembre 2020. Il salario svizzero non concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF e quindi non genera imposta italiana da abbattere con detrazioni o deduzioni. Le agevolazioni italiane restano utili soltanto se il contribuente possiede altri redditi imponibili in Italia, per esempio redditi da locazione, redditi di lavoro del coniuge o redditi di capitale. I nuovi frontalieri, assunti dopo il 17 luglio 2023, si trovano nella situazione opposta: il reddito concorre all'IRPEF al netto di una franchigia di 10 000 euro e tutte le detrazioni italiane tornano pienamente utili.

Le erogazioni liberali a enti svizzeri sono detraibili in Italia?

No. Le agevolazioni previste dalla normativa italiana riguardano le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore, quindi soggetti italiani, oltre ad alcune categorie di enti europei espressamente riconosciuti. Una donazione a un ente di beneficenza con sede in Svizzera non dà diritto né alla detrazione del 30 per cento su un importo massimo di 30 000 euro né alla deduzione alternativa nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato. La regola vale in modo speculare anche dall'altra parte del confine: il fisco svizzero ammette in deduzione soltanto le liberalità versate a istituzioni svizzere esenti da imposta, entro il 20 per cento del reddito netto imponibile. Conviene quindi indirizzare le donazioni verso il Paese in cui il proprio reddito è effettivamente tassato.

Gli straordinari svolti in Svizzera sono esenti da imposte in Italia?

No. Per i nuovi frontalieri il compenso per lavoro straordinario è parte integrante del reddito di lavoro dipendente e concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF, esattamente come lo stipendio base, al netto della franchigia di 10 000 euro che si applica al reddito complessivamente considerato e non alle singole voci. La detassazione italiana dei premi di risultato con imposta sostitutiva agevolata riguarda i premi erogati in base a contratti collettivi aziendali o territoriali di diritto italiano e non si applica a un datore di lavoro svizzero. La Francia rappresenta l'eccezione nel panorama transfrontaliero, con un'esenzione fino a 7 500 euro annui per i propri frontalieri. Per i vecchi frontalieri la questione non si pone, poiché l'intero salario resta tassato solo in Svizzera.

Quali contributi previdenziali svizzeri sono deducibili in Italia?

I contributi obbligatori versati in Svizzera sono deducibili dal reddito lordo per determinare l'imponibile italiano. Rientrano nel calcolo l'AVS, l'assicurazione invalidità, le indennità di perdita di guadagno, l'assicurazione contro la disoccupazione, i contributi alla previdenza professionale LPP e l'assicurazione contro gli infortuni LAINF, oltre ai contributi ai fondi di prepensionamento come il FAR nel settore edile. La sequenza di calcolo per un nuovo frontaliere parte dal salario lordo svizzero, sottrae i contributi obbligatori e applica poi la franchigia di 10 000 euro, riservata a chi rientra quotidianamente al proprio domicilio. L'imposta pagata alla fonte in Svizzera, pari all'80 per cento di quella ordinaria, viene infine recuperata come credito per imposte pagate all'estero.

Perché oltre 75 000 euro di reddito le detrazioni si riducono?

Perché la legge di bilancio 2025 ha introdotto nel TUIR l'articolo 16-ter, un tetto complessivo agli oneri detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75 000 euro, applicabile alle spese sostenute dal 1 gennaio 2025 e quindi visibile per la prima volta nelle dichiarazioni presentate nel 2026. L'importo base è di 14 000 euro per i redditi compresi tra 75 000 e 100 000 euro e scende a 8 000 euro oltre i 100 000 euro. Questo importo va poi moltiplicato per un coefficiente legato alla composizione familiare, che vale 0,50 in assenza di figli a carico e sale fino a 1 in presenza di tre o più figli o di un figlio con disabilità. Molti frontalieri con retribuzioni svizzere elevate rientrano in questa fascia e vedono quindi ridursi il beneficio effettivo delle proprie spese detraibili.